sabato 11 febbraio 2017

Pio Alessandro Carlo Fulvio Filippani Ronconi 10 Marzo 1920 - 11 Febbraio 2010




È stato uno storico delle religioni, conoscitore di tradizioni mistiche del Vicino e dell'Estremo Oriente e di numerose lingue occidentali e orientali (fra cui, il Sanscrito, l'Arabo, il Cinese e molti dialetti dell'India). Nato da famiglia aristocratica (Patrizi Romanie Conti del Sacro Romano Impero), allo scoppio della Guerra civile spagnola rischiò di rimanere orfano della madre, la quale stava per essere fucilata dai repubblicani. Tornato in Italia con la famiglia, si dedicò allo studio universitario delle lingue indoeuropee e di altre lingue quali il Turco, l'Arabo, l'Ebraico, il Cinese e il Sanscrito, e per questo fu più tardi impiegato all'EIAR come lettore dei radiogiornali in lingua straniera. Intanto i suoi interessi spirituali lo portarono alla pratica del Tantra e alla conoscenza di Julius Evola e di altri personaggi del Gruppo di Ur. Egli avvertì i limiti della lettura data da Julius Evola del tantrismo: l'interpretazione di Evola accentuava l'aspetto della volontà dell'asceta che infrange ogni limitazione ordinaria, ma lasciava in ombra un altro aspetto fondamentale del tantrismo: quello della pura consapevolezza, dunque del pensiero cosciente che rischiara ogni reazione interiore.
Allo scoppio della Seconda guerra mondiale si arruolò volontario tra i Granatieri di Sardegna, e combatté in Libia. Venne ferito due volte e ricevette alcune onorificenze. Dopo la caduta di Mussolini e la fondazione della Repubblica Sociale Italiana, si arruolò con il grado di Obersturmführer(corrispondente al grado di tenente) nella Legione SS Italiana, formazione appartenente alle Waffen SS europee e per il suo impegno nella difesa del fronte a Nettuno ricevette dal comando tedesco la Croce di Ferro di seconda classe.
Dopo la Seconda guerra mondiale, fu impiegato all'ufficio radiodiffusione per l'estero della presidenza del Consiglio. Conobbe in questo periodo Massimo Scaligero, attraverso il quale si avvicinò agli scritti di Rudolf Steiner; fu nello stesso tempo amico di Giovanni Colazza ("Leo" del Gruppo di Ur), un diretto collaboratore di Steiner. Filippani aderì al metodo di ascesi antroposofico, incentrato su esercizi di purificazione del pensiero, della volontà, del sentimento, del giudizio, della memoria. Rimase peraltro appartato rispetto agli antroposofi "di scuola", preferendo perseguire un cammino di ricerca individuale e non settario.
Nel 1959 iniziò la carriera accademica all'Istituto Universitario Orientale di Napoli e ne divenne docente, presto ordinario. Della sua attività di traduzione di testi e saggi sulle tradizioni orientali resta fondamentale il volume sul Canone buddhista. Parallelamente alla sua attività accademica, Filippani pose le proprie conoscenze tecniche al servizio delle istituzioni italiane, lavorando come crittografo presso il Ministero della Difesa nonché come traduttore di lingue orientali.
Dal 1970 al 1973 fu vice-presidente dell'Istituto Ticinese di Alti Studi a Lugano.
Verso la fine degli anni novanta fu interrogato dalla magistratura italiana per la strage di piazza Fontana a causa di un suo intervento al convegno dell'Hotel Parco dei Principi, dove lesse uno scritto sulla controrivoluzione che si sospettava in qualche modo legato alla pianificazione di una strategia della tensione; tuttavia le indagini esclusero qualsiasi sua forma di coinvolgimento a manovre di tipo eversivo. Nella relazione al convegno organizzato dall'Istituto di studi militari Alberto Pollio, tra le altre cose, Filippani Ronconi configurava una scenario di "resistenza" in caso di invasione sovieticao di insurrezione comunista. Tale scenario esulava completamente - sia per i termini di riferimento sia per i metodi proposti - dalle operazioni tipiche di una strategia della tensione.
Filippani Ronconi conobbe personalmente lo Shah di Persia e lo Shah dell'Afghanistan, frequentando quest'ultimo nel periodo del suo esilio romano. Da Reza Shah di Persia fu invitato a partecipare alle celebrazioni del millenario dell'impero sassanide. Ha ricevuto la laurea honoris causa inTeologia e Scienze dell'Islam all'Università di Teheran e quella in Filosofia della Storia nell'Ateneo di Trieste. In qualità di docente e storico delle religioni, ha sviluppato ricerche sulle sette gnostiche in India e Tibet e sui movimenti mistici ed eterodossi nell'Islam orientale, specialmente in Persia. Ha indirizzato i propri interessi verso la fenomenologia religiosa, dello Yoga e dello Sciamanesimo, argomenti sui quali ha pubblicato vari scritti. Fra le sue attività, si ricorda la partecipazione alla spedizione in Marocco promossa dalla Fondazione Ludwig Keimer, presieduta da Boris de Rachewiltz, che portò alla scoperta dell'antica città di Sigilmassa.
Nel 2000 ha collaborato con il Corriere della Sera scrivendo articoli sulle filosofie orientali, ma il rapporto si interruppe quando un lettore denunciò al giornale la militanza di Filippani Ronconi nelle Waffen SS nel corso della Seconda guerra mondiale.
È ritenuto da molti il massimo orientalista e storico delle religioni del Novecento italiano.Una cerchia di discepoli, nel corso della sua vita, si è rivolta a lui come ad un autentico maestro spirituale e ancora oggi, dopo la sua morte, ne segue le indicazioni per la disciplina dello spirito.

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