domenica 1 gennaio 2017

IN MEMORIA DI CRISTIAN PERTAN


Dodici anni fa se ne andava un grande patriota, un grande istriano ma, soprattutto, un grande uomo. Vogliamo ricordarlo, anche quest'anno, raccontando in breve la sua storia, tramite le parole di chi ebbe la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne la bontà, le qualità e l'impegno per quella terra istriana che, come da lui scritto in una celebre poesia, portava nelle vene.
"Cristian era nato a Trieste, il 1 giugno 1974, da Mario Pertan ed Elsa Federici, entrambi originari di un paese di campagna tra Umago e Buie, in Istria. Il piccolo Cristian, figlio unico, era cresciuto tra la casa dei genitori a Trieste e quella dei nonni materni a Pizzudo, nel comune di Umago, dove passava molto tempo, soprattutto nei mesi estivi, avendo stretto così molte amicizie, sia al di qua che al di là del confine e cominciando a coltivare le passioni che contraddistingueranno la sua vita.
Da ragazzo aveva iniziato a frequentare la curva nord dello stadio Grezar ed a seguire la squadra della sua città natale anche in trasferta. Pur orgoglioso della sua Trieste, Cristian sentiva molto le sue radici istriane e spesso divertiva i suoi amici, parlando scherzosamente quel colorito dialetto istro-veneto appreso da amici e parenti fin da bambino. Completati gli studi superiori al liceo Oberdan e dopo aver assolto gli obblighi di leva presso il 9° Btg. Col Moschin, Cristian aveva deciso di provare ad intraprendere la carriera militare e si era iscritto all’accademia militare di Modena, nel 1994. Terminata l’accademia, Cristian si era iscrito alla scuola militare di applicazione di Torino nella quale, nel 1998, veniva nominato tenente dei paracadutisti. Nello stesso periodo, sempre a Torino nell’ambito della scuola militare, si laureava in scienze politiche. L’anno successivo veniva assegnato al 183° B.tg. paracadutisti “Nembo” di Pistoia e negli anni successivi partecipava a varie missioni in Bosnia e Kosovo. La sua carriera continuava ad essere sempre più brillante: nel 2003 veniva nominato capitano e l’anno successivo veniva trasferito alla scuola Militare di Paracadutismo di Pisa in qualità di Capo Sezione Addestramento.
La carriera militare lo teneva lontano da casa ma appena possibile, nei fine settimana, Cristian tornava dai suoi a Trieste e soprattutto nella sua amata Istria. Nel frattempo Cristian, ormai da tutti soprannominato “Boccia” per la sua testa rotonda e liscia, imparava a suonare la chitarra e nel suo ormai costante ed ostinato sforzo di divulgazione della storia della sua terra, fondava con Nello ed altri amici il gruppo dei “Non nobis domine”, che dava vita a canzoni come “Mas 96” e “Terra Rossa”, divenute celebri nell’ambiente della musica alternativa.
Nonostante la sua giovane età “Boccia” aveva letto e studiato molto, per sua passione e curiosità verso il mondo e la società umana, era conosciuto da molti come una persona ricca, di grande cultura ed eccezionale ricchezza spirituale.
All’alba dell’anno 2005, a metà strada tra i 30 e i 31 anni, in uno dei periodi più felici della sua vita, Cristian Pertan se ne andava inaspettatamente, in sella al suo motorino tanto vecchio e lento da sembrare innocuo, ironia della sorte proprio in una via intitolata ad un patriota istriano. Dopo l’ennesima serata coi suoi amici, dopo l’ennesimo periodo di ritorno a casa, per l’irresistibile richiamo della sua terra, Cristian partiva così, stavolta senza salutare, stavolta per una missione più grande, per un viaggio più lungo".
Capitano Paracadutista Cristian Pertan: PRESENTE!


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