sabato 18 aprile 2015

I corsi di formazione per i marittimi devono essere gratuiti: la protesta di CPI.


Piano di Sorrento (NA), 18 aprile. “D.D.n. 1365 04/12/2013 LO STATO EMANA, IL MARITTIMO PAGA: questo il testo di uno striscione affisso nella notte dal nucleo sorrentino di CasaPound Italia.
“I drammatici eventi accaduti nel settore del trasporto marittimo – dichiara Tommaso Guarracino, referente locale di CasaPound Italia - hanno avuto gravi ripercussioni sia sulle società di navigazione che sui marittimi italiani. Come se non bastasse il governo italiano ha deciso di rendere obbligatori corsi di formazione per il conseguimento delle competenze di livello direttivo per gli ufficiali coperta e di macchina.
Tale corso è reso obbligatorio per tutti gli ufficiali della Marina Mercantile Italiana che intendono sostenere l'esame per il conseguimento della qualifica di primo ufficiale, comandante o direttore di macchina, hanno una durata che arriva a 570 ore, e un costo che oscilla tra i 2000 e i 3000 euro, costo che ricade unicamente sulle tasche dei marittimi italiani”.
“Noi di CasaPound Italia abbiamo voluto protestare – continua Guarracino - affinché questi corsi di formazione vengano forniti ai marittimi in modo gratuito, visto che i lavoratori del settore marittimo vivono un momento di disastrosa crisi, settore che è storicamente uno dei motori trainanti dell’economia del paese, ed in particolar modo di quelle zone, come la Penisola Sorrentina, che fanno del mare il fulcro della propria identità”.
“Tutti quei giovani studenti degli istituti nautici – conclude Guarracino – e che hanno il sogno di intraprendere la carriera del mare, oggigiorno dovranno fare i conti con cospicue somme di danaro per effettuare corsi base, corsi Radar, e tanti altri ancora, e in ultimo il corso di formazione per il conseguimento delle competenze di livello direttivo per gli ufficiali coperta e di macchina; in un momento economico come quello che stiamo vivendo oggi, ciò è impensabile, e costituisce di fatto un duro colpo al settore marittimo, andando a minare seriamente, l’economia della Penisola Sorrentina”.




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