mercoledì 29 maggio 2013

Presente

Il 30 maggio 1974 venne ucciso il combattente. Morto, cercarono d'incastrarlo per depistare le loro stragi schifose ma il tentativo fallì. 


Sepolto, è stato dimenticato. Perché non era un morto comodo per il maquillage politicamente corretto di chi ha scalato la società avendo come base le nostre magnifiche tragedie.Lo hanno quindi dimenticato, per noi invece è sempre 

PRESENTE


 Il 30 maggio 1974 venne ucciso a Pian del Rascino, in provincia di Rieti, Giancarlo Esposti, militante di Avanguardia Nazionale.
« Cecchinato» a freddo dal tiratore scelto dei carabinieri, maresciallo Filippi. L’episodio, frettolosamente archiviato come conflitto a fuoco, avvenne due giorni dopo l’attentato di Piazza della Loggia a Brescia.
L’identikit (a volto sbarbato) del giovane era apparso su tutti i giornali.
Quindi era « wanted» e non vivo o morto, ma solo morto.
Nell’intenzione dei solerti « operatori di giustizia» , era stato prescelto come lo stragista, e la sua morte tra i monti del reatino avrebbe dovuto costituire il suggello di una ben congegnata operazione a regia, diretta ad attribuire ai fascisti la responsabilità della strage di Brescia.
Gli « operatori» ignoravano soltanto il fatto che Giancarlo Esposti si era lasciato crescere una folta barba…»
(Paolo Signorelli-Di Professione Imputato-Edizioni Sonda 1996).
Giancarlo oggi è sepolto a Lodi, sua città natale.

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