giovedì 30 maggio 2013

Napoli: CasaPound Italia all’Anas e ai sindaci dell’hinterland, “Basta menefreghismo, basta morti sulla SS 268”

Napoli, 30 maggio - “Basta morti sulla SS 268”. Questo il testo degli striscioni affissi da CasaPound Italia su alcuni cavalcavia che sovrastano la strada statale.

“Con questa azione – spiega Nando Raiola, coordinatore regionale di Cpi - vogliamo sottolineare la pericolosa e preoccupante situazione nella quale versa la strada statale 268, ennesima questione su cui l’Anas continua a raccogliere forti critiche”.

“Quella che dovrebbe essere un’arteria che collega l'hinterland napoletano alla provincia di Salerno e – sottolinea ancora Raiola – la via di fuga dei Comuni a rischio evacuazione per il Vesuvio è tutt’altro: è una strada vecchia, pensata negli anni Sessanta, costruita negli Ottanta e mai adeguata alle nuove esigenze di traffico; per quasi tutto il percorso ha una sola corsia per ogni senso di marcia; mancano le corsie di emergenza e le piazzole di sosta; la segnaletica verticale e orizzontale è in pessime condizioni; alcuni svincoli non presentano neanche le dovute segnalazioni e, come se non bastasse, la quasi totalità del tracciato è sprovvista di un’adeguata illuminazione”.

“Sono anni – ricorda Raiola – che si parla della necessità di sistemarla, ma nessuno fa niente. I vertici dell’Anas, che ne ha la competenza, restano totalmente indifferenti. I sindaci ammettono l’esistenza di ingenti fondi già stanziati, ma poi dicono di avere le mani legate e di non poter intervenire perché non hanno poteri su una strada statale. E nel frattempo sale il numero dei morti. Solo venti giorni fa c’è stata l’ultima strage: una famiglia di cinque persone sterminata da un incidente”.

“CasaPound Italia chiede – conclude il coordinatore regionale della Campania – che questo menefreghismo verso la sicurezza dei cittadini e lo sviluppo dell’area finiscano immediatamente e che le autorità competenti intervengano per rendere la Strada Statale 268, finalmente, una strada degna di un paese civile”.


Invitiamo tutti i cittadini della zona vesuvia a firmare la seguente petizione popolare:

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