lunedì 20 maggio 2013

Casapound. Oltre la solita informazione, le iniziative sociali viste da una militante.Di Cristiana Morroni.


È il 6 aprile 2009. La terra trema in Abruzzo. Le case crollano. La gente muore. Da noi parte l’allarme immediatamente. Si attivano i ragazzi della protezione civile. La nostra. Quella di CasaPound Italia, i ragazzi di La salamandra. La mattina, subito dopo il sisma sono già sul furgone verso l’Aquila e portano acqua, coperte, tende, beni di prima necessità. La situazione è catastrofica, la gente spaventata, disorientata. Loro arrivano, li consolano, li aiutano. Montano un campo a Poggio Picenze. Parte il tam tam e da tutta Italia inizia ad arrivare di tutto, acqua, pannolini, carta igienica. In quelle ore insieme a La Salamandra c’è solo la protezione civile nazionale, anche se i mezzi sono ben diversi, ma questo non li ferma.
Da allora, in Abruzzo la situazione non è molto cambiata, per La salamandra sì. Le sedi si sono moltiplicate, si è costituita in associazione  il 30 aprile 2011 con l’inaugurazione della sua sede sociale a Roma e nuclei, ormai, in tutte le regioni italiane. Sono tutti volontari.

Poi è il 2010.
In quell’anno mia figlia compiva 16 anni.
Per cui erano già 16 anni che combattevo per i diritti dei disabili. I ragazzi di CasaPound li avevo conosciuti quattro anni prima, frequentando una palestra gestita da loro, iniziando a sentire cosa facevano, dicevano, come si comportavano. Ma in quei giorni accadde un episodio importante: CasaPound fece un vero e proprio blitz in aiuto dei ragazzi disabili del Consorzio Ri.Rei. di Roma. Già, perché la situazione dei ragazzi disabili mentali gravi non è sulle pagine dei giornali, tranne, qualche volta, sotto periodo elettorale; ma per chi li vive quotidianamente, per chi li ama, per tutte le loro famiglie, si tratta di una “situazione” che pesa 24 ore al giorno.
E a noi non ci aveva mai aiutati nessuno.
CasaPound sì.

Un gruppo di genitori, ai quali era impedito di entrare nell’Istituto Ri.Rei. dove erano ricoverati i loro figli disabili gravi per ricevere terapie, aveva chiesto aiuto. Dopo mesi di inutili richieste e chiarimenti sulle condizioni in cui i loro ragazzi erano curati e accuditi all’interno del Centro, (quando rientravano a casa i segnali erano preoccupanti) nessuno aveva fornito risposte o soluzioni, né tantomeno permesso loro di entrare e accertarsi di persona. Così, visti gli inutili tentativi, capiscono che è necessario fare qualcosa senza attendere oltre alcun permesso e CasaPound c’è per dare alla loro disperazione la forza necessaria.
La scoperta è shoccante e chi ha lo stomaco di guardare il video al link che riporto, lo guardi. (http://www.youtube.com/watch?v=MOmkgcMm-7w -http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=121900&sez=HOME_ROMA)
Altro che integrazione, altro che terzo mondo, qui si parla di centri convenzionati che incassano milioni di euro l’anno dalla Regione e che invece di erogare servizi e cure causano  danni irreversibili alla salute di persone che sono già in situazione di grave disagio. Questo accade a Roma.

Così nell’ambiente la voce gira subito. Mi interessa, cerco di capire e capisco.
Capisco che fanno sul serio.
Così ho iniziato.

Quando ci sono entrata dentro, poi, le cose sono cambiate ancora, perché si è aperto un mondo che non pensavo esistesse e fosse così vivo.

Nel dicembre del 2010 parte un’altra iniziativa, “Dillo a CasaPound”. Segnalazioni su emergenze private e sul territorio, oltre a consulenze gratuite fiscali, legali e mediche per tutti i cittadini che ne hanno bisogno.

Alla quale segue anche quella attivata dall’associazioneProgetto Braccia Tese. Uno sportello per dare sostegno alle famiglie con persone disabili e garanzia per i loro diritti,  con campagne di informazione e assistenza sulla Legge 104 e per la gestione della burocrazia che, in questo Paese raggiunge livelli inimmaginabili e premia, come sempre, chi non ha veri diritti.
CasaPound Italia in questi anni si è occupata e si occupa delle famiglie con azioni concrete e interventi gratuiti a sostegno dei più giovani(http://www.ilcorrieredabruzzo.it/chieti/politica-chieti/29093-a-lanciano-il-doposcuola-con-casapound.html)ma anche delle loro madri e padri. Separati o senza lavoro. Degli anziani e di chi sta in difficoltà, per garantire comunque diritti che questa società non garantisce, come l’iniziativa, in occasione delle votazioni di Febbraio, di mettere a disposizione un servizio pullmino per raggiungere i seggi elettorali e portare a votare chi fosse stato in difficoltà.
Organizza raccolte di abiti, alimenti, coperte, quaderni e penne, beni di prima necessità, per chi non arriva a fine mese. Lo fa ormai quotidianamente per le strade delle città.
Sta, inoltre, portando avanti una battaglia contro il gioco d’azzardo che sarà la nuova “piaga” sociale contro la quale si dovrà combattere molto presto: già molte famiglie ne stanno subendo i disastrosi effetti.


È attiva contro la vivisezione sugli animali e gestisce e organizza convegni e tavole rotonde sulla cultura (quest’anno si è celebrato in tutta Italia il 150° anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio), e su problemi internazionali come nel caso della Siria e della popolazione dei Karen in Birmania.

Ripulisce parchi e piste ciclabili, aree abbandonate della nostra città.

Gestisce spazi dedicati alla cultura, come Area19 e il Circolo Futurista, con manifestazioni culturali, presentazione di libri, concerti e reading poetici; ha aperto librerie in tutta Italia e spazi dedicati allo sport,  gruppi sportivi e palestre, (tutte attività che contribuiscono al finanziamento di CasaPound, perché il movimento è completamente autonomo grazie a queste attività, agli iscritti e al forte senso di mutuo soccorso degli attivisti).
Annovera associazioni organizzate a livello nazionale come La Muvra, gruppo escursionistico montano, che organizza escursioni in montagna in Italia e all’estero a tutti i livelli, raduni e campagne di avvicinamento alla montagna; ancora proiezioni di film e conferenze e la GR.I.ME.S. (Gruppo Intervento Medicina e Sociale CPI), con la campagna sulle donazioni di sangue e i medici fra la gente, per le strade.


Bene. Di queste attività non ne parla mai nessuno (a dire il vero nemmeno di quelle politiche, dei programmi per la Regione, per le Amministrative di queste prossime settimane, per il territorio, per Roma e le altre città d’Italia, per lo sviluppo dell’economia, per il lavoro, ecc. ecc. ).

Invece, a qualche giorno dalle votazioni, la “solita” stampa, con il pronto intervento di SEL, attacca CasaPound sul 5x1000, perché quel contributo liberamente devoluto dai cittadini, non sarà, secondo loro, destinato ad attività sociali e assistenziali ma politiche, ignorando completamente che CPI vive di sociale, la sua politica è il sociale. Ma sopratutto ne contesta la legalità, mentre CasaPound è un'associazione di promozione sociale LEGALMENTE riconosciuta.

Questi signori non lo sanno, perché il loro interessamento è fazioso e di parte e va a mettere in risalto, con l’intento di danneggiare il movimento, solo presunti episodi violenti che non ci riguardano e che spesso sono addirittura subiti da CasaPound Italia, come in questi ultimi giorni è accaduto a Simone Di Stefano, candidato Sindaco di Roma per CPI: ne avete sentito parlare?

Non credo. No.

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