mercoledì 20 marzo 2013

il mio omaggio a Casa Pound


In un paese in cui si ha da sempre un’egemonia culturale della sinistra, a maggior ragione in una regione rossa come la mia, esprimere opinioni e fare azioni che con la falce e il martello non hanno nulla a che fare é sempre stato difficile. Eppure in Italia la sinistra non ha mai fatto nulla di buono. Si pensi all’indulto, a Mastella ministro della giustizia, alla bicamerale di D’Alema, ai mille inciuci e alle tante cose non fatte. Ma guai a rammentarlo all’elettorato radical-chic con la puzza sotto il naso, a quegli ultra miliardari che parlano di lotta al proletariato mentre scelgono se prendere la lamborghini o la jaguar.
Ebbene, sempre in questo paese c’é qualcuno che sfida questa cultura dominante. Disprezzati dal mondo intero, ma loro giustamente se ne fregano. Alcune loro battaglie sono sacrosante, su altre si può discutere, d’altronde la perfezione non é di questo mondo. Ma il loro coraggio é solo da ammirare.       In più personalmente mi stanno molto simpatici perché per natura sono portato a supportare quelli che da tutti vengono schifati senza ragioni valide.
Nell’Italia del 2013 Casa Pound rappresenta l’ultimo baluardo del romanticismo in politica: orgoglio della propria diversità, del proprio mondo fatto di impegno.  La vita di un ragazzo di Casa Pound é diversa da quella degli ragazzi di oggi i quali cercano solo il modo facile e veloce per fare soldi anche in maniera meschina e lontana da una qualsiasi logica umana. Non é un caso che idoli dei nostri tempi siano Silvio Berlusconi e Fabrizio Corona.
Non per i ragazzi di Casa Pound. Loro mettono al centro di tutto la lealtà, l’onore, la coerenza e le battaglie per ci si vieni considerati pazzi, incoscienti, visionari, idealisti. Loro sanno che i valori non sono solo illusioni ma qualcosa che aiuta l’uomo a vivere meglio perché danno un senso alla vita stessa appagando i nostri bisogni più profondi. Loro nei momenti di pace prendono l’esempio, nei momenti difficili lo danno.
Nella vita sociale sono isolati, emarginati, etichettati, non gli viene riconosciuto neanche il sacrosanto diritto ad esistere. Ma da questa emarginazione prendono forza ed anzi diventa il loro orgoglio. Essere di Casa Pound prima ancora di essere un fatto politico é un fatto spirituale motivato da passioni ed ideali.  Fattori che sono sacri perché, a differenza di molti iscritti ai partiti tradizionali  non li venderebbero per soldi o poltrone.
Vengono accusati di essere violenti. Ma a parte il fatto che prima di fare certe affermazioni bisognerebbe avere le prove, nessuno ricorda che le grandi rivoluzioni – comprese quelle democratiche – sono nate da atti di atroce violenza. I partigiani uccidevano i loro avversari, ai reali francesi nel 1789 vennero tagliate le teste, negli Stati Uniti ci fu la guerra civile. Mica chiacchere. Altro che le presunte scazzottate dei militanti di Casa Pound. E figuriamoci se qualcuno ricorda quando sono i militanti di Casa Pound a finire all’ospedale a causa degli agguati dei ragazzi dei centri sociali. I quali però in questo paese non si possono criticare.
I ragazzi di Casa Pound sono chiamati oggi alla missione affidata loro da D’Annunzio di impedire che un pugno di politici frodatori e ruffiani imbratti l’Italia.
Questo romanticismo, questo – come lo chiamano loro – Disperato Amore é quello di cui questo paese e la sua popolazione seguace di Bruno Vespa e Barbara d’Urso ha bisogno per sopravvivere.



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