venerdì 8 febbraio 2013

Intervista a Simone Silvestri sulla caduta delle accuse a CasaPound Italia Napoli


Quasi un mese di fango mediatico a rimorchio di un teorema giudiziario che si è dissolto ben presto come una bolla di sapone. Il Tribunale del Riesame di Napoli oggi ha annullato le imputazioni di associazione sovversiva e banda armata a carico dell’associazione politico-culturale che quest’anno ha deciso di compiere il grande salto, presentandosi alle elezioni. Il giustizialismo ad orologeria della Procura di Napoli si è abbattuto su Casapound in piena campagna elettorale. Una tempistica sospetta, almeno quanto l’accanimento dei media. Ora che però tutto si è dissolto, c’è da scommettere che nessun giornale o telegiornale tratterà l’argomento altrettanto diffusamente.
Ne abbiamo parlato con Simone Silvestri, portavoce di Casapound Italia Napoli, 31 anni, candidato alla Camera dei deputati nel collegio Campania 1.
Simone Silvestri, dopo il fango mediatico è arrivato il proscioglimento da tutte le accuse da parte del Tribunale del riesame. Prevale il sollievo o la rabbia?
Né l’uno né l’altro. La gioia per la scarcerazione del nostro amico e candidato Giuseppe Savuto è talmente grande da non lasciare neppure spazio all’ira o al risentimento. In tutti noi c’è la consapevolezza che le nostre attività son sempre state e sempre saranno alla luce del sole in campo sociale, culturale e di solidarietà per l’intera cittadinanza e siamo ancora più determinati a continuare a far valere le nostre ragioni.
Su uno dei comunicati di Casapound si parla di indagini iniziate quasi due anni fa che hanno portato a provvedimenti cautelari soltanto ad un mese dalle elezioni. Il vero obiettivo era il fango mediatico pre-elettorale?Indubbiamente. Ormai è opinione diffusa che in Italia il potere giudiziario agisca per moventi politici. Solo i giustizialisti legati partigianamente agli stessi interessi della casta giudiziaria sono interessati a negare l’evidenza. Non a caso non sono solo i nostri sostenitori a riconoscere che questa inchiesta è stata “ad orologeria”, ma anche persone politicamente molto distanti da noi.
Siete stati accusati dei reati più disparati: banda armata, associazione sovversiva, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e di materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale e attentati incendiari. In realtà cosa è stato trovato a vostro carico?
Le perquisizioni hanno avuto tutte riscontro negativo. Siamo stati accusati di banda armata, e non è stata trovata alcuna arma tanto da dover indicare le aste delle bandiere o dei cavi elettrici insieme a dei crodini come gli oggetti atti a offendere; siamo stati accusati di essere un’associazione sovversiva e ci candidiamo; siamo stati accusati di detenere materiale esplosivo per qualche petardo. Lo squilibrio tra il vociare ai nostri danni e la realtà parla da sé della serietà del procedimento a nostro carico.
Non è anomalo che un’associazione culturale che decide di presentarsi alle elezioni venga accusata di essere sovversiva?
E’ proprio ciò che sosteniamo. Se avessimo avuto queste intenzioni non avremmo raccolto le firme necessarie alla candidatura per il rinnovo di Camera e Senato
Un candidato alla Camera in carcere, un’altra agli arresti domiciliari. E tanto fango mediatico. Avrà ripercussioni sul risultato elettorale?
Ci sarà inevitabilmente qualcuno che crederà a tutte le fandonie che sono state dette, ma non è nel nostro stile lamentarci. Per fortuna oggi c’è la possibilità di informarsi in maniera autonoma e senza filtri, parlando direttamente coi diretti interessati, tramite la rete online. Ad ogni modo a noi non interessano i numeri elettorali, presentarci alle elezioni non è la nostra ragione di vita; una campagna elettorale è solo un mezzo particolarmente efficace per poter far conoscere le nostre idee, i nostri programmi, discutere coi nostri concittadini.
I giornali hanno parlato diffusamente di Casapound nonostante i tesserati coinvolti fossero solo tre su una decina. Malafede o incompetenza?Un mix delle due. Il giornalismo è diventato un circo che vive di sensazionalismo e ormai il giornalista medio non è più neppure capace di riportare i fatti per ciò che sono. Ma la verità non è uno show e non fa gli stessi ascolti, basti pensare a tutti gli errori riportati dalle varie testate per rendersene conto.
Secondo te perché questo accanimento contro Casapound?
L’accanimento è chiaramente contro un gruppo capace in pochi anni di radicarsi nel tessuto sociale urbano di Napoli e dell’intera penisola e che potrebbe canalizzare l’attenzione di tutti quegli italiani arrabbiati con la classe politica che governa da decenni.
Credi che qualcuno, soprattutto della carta stampata, vi chiederà scusa?
Certe categorie sanno di godere di una certa forma di impunità. Sapere di restare impuniti a prescindere dalla gravità dei propri errori rende arroganti ed indifferenti. Chi ha rovinato il nome dei nostri ragazzi, sbattuti sui giornali come dei mostri, se ne infischia altamente delle conseguenze del fango mediatico ma certamente chi ha scritto cose false o ci ha indicato come colpevoli ancor prima di qualsiasi processo sarà tra i maggiori finanziatori di Cpi nel futuro prossimo.
Cosa rispondi a chi definisce Casapound un’associazione “neo-nazista”?
La stella polare di tutto il nostro agire è l’idea fascista, come approccio solare e mediterraneo con il mondo che ci circonda, come fenomeno metapolitico tutto italiano che è coerente con un’evoluzione dello spirito Risorgimentale. Un idea che da noi viene attualizzata e messa a confronto con la realtà odierna. Il nazionalsocialismo, invece, ha le sue origini aldilà dell’alveo italiano, e presenta dunque caratteri che non rientrano nell’elaborazione del pensiero di giganti come Mussolini, Gentile, Giani o Ricci. Riteniamo dunque che punti focali del nazismo come le leggi razziali o l’antisemitismo, per fare l’esempio più scontato, non ci appartengano né ci identifichino.


tratto da www.qesi.it

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